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Disturbi dell'orgasmo maschile

La parola “orgasmo”, dal latino “climax”, è il termine convenzionalmente utilizzato per esprimere quell’emozione estrema, paragonabile ad una scarica di adrenalina, seguita da uno stato di distensione totale, ovvero la fase di risoluzione. Esso è il punto finale della reazione sessuale, di fatti è raggiunto al culmine dell’eccitazione. Generalmente è seguito da una momentanea insensibilità erotica o spegnimento del desiderio, rilevante solo per il genere maschile (periodo refrattario), accompagnata però da un forte senso di gratificazione.

L’orgasmo maschile coincide con l’eiaculazione; una volta raggiunto, nell’uomo vi è la sensazione d’inevitabile eiaculazione, seguita dall’emissione dello sperma. In quest’articolo tratteremo dei due disturbi correlati, l’eiaculazione ritardata e la precoce.

Con l’eiaculazione ritardata, la risposta agli stimoli sessuali e il mantenimento delle erezioni sono buoni, ma è l’orgasmo a non essere raggiunto. Nonostante il desiderio di innescare la scarica orgasmica, l’uomo non riesce a innescarla. L’anorgasmia, ovvero l’assenza di orgasmo, generalmente avviene nel coito, ma non durante la masturbazione o altre fonti di stimolazione.

La frustrazione che ne deriva e l’ansia da prestazione, concorrono in una costruzione abbastanza afflittiva della propria immagine. La presenza dell’ansia da prestazione non fa altro che moltiplicare le esperienze di fallimento, e così, il disturbo occasionale, può diventare ricorrente, richiedendo l’intervento di una psicoterapia.

Il disturbo dell’orgasmo maschile si suddivide in:

  • Generalizzato: quando lo scarso desiderio sessuale è presente in ogni situazione costantemente e nonostante il variare dei/delle partner
  • Situazionale: quando il disturbo è presente con un solo partner o solo in determinate circostanze
  • Permanente o primario: quando il disturbo è presente da sempre; l’uomo non ha mai raggiunto l’orgasmo da solo o con il/la partner
  • Acquisito o secondario: quando il disturbo si è sviluppato in un momento successivo;

Le cause mediche e farmacologiche sono generalmente le seguenti: antidepressivi triciclici e MAOIs; neuropatia diabetica, alcolica, spina bifida, neurite, sclerosi laterale amiotrofica; malattie dell’ipofisi; malattie cardiovascolari; transezione completa o parziale del midollo spinale.

Se la diagnosi permette di escludere le causa medico-organiche, il trattamento si focalizza sugli aspetti psicologici. Si parte dai principi dell’apprendimento ai trattamenti mirati ad aumentare le fonti di stimolazione fisica e/o a ridurre l’ansia da prestazione.

Il trattamento deve adottare un approccio multi modale diretto alle varie potenziali componenti del disturbo, in particolare: psicoeducazione per migliorare la consapevolezza del proprio corpo; apprendimento di tecniche di rilassamento e gestione dell’ansia; tecniche comportamentali; tecnica del compito delle lamentele, che serve a rendere palese al partner le ragioni della mancata eiaculazione; ristrutturazione cognitiva, in altre parole raggiungere la consapevolezza di quanto all’erezione non corrisponda una vera eccitazione e di quanto spesso la tendenza a “dare” sia una delle ragioni primarie del non “prendere”.

L'eiaculazione precoce, invece, è la presenza di ricorrente eiaculazione in seguito ad uno stimolo sessuale minimo, oppure prima, durante o poco dopo la penetrazione. In questo caso, l’uomo eiacula prima di quando desidererebbe con conseguente scarso appagamento di coppia.

Umiliazione, senso d’inadeguatezza, timore e vergogna, questi i sentimenti dell’uomo, spesso rafforzati dal partner. In questo modo, il rapporto sessuale non è più visto come una fonte di piacere, accrescimento reciproco ma come qualcosa da mal sopportare. L'eiaculazione precoce è suddivisa in tipo:

  • Generalizzato: l'eiaculazione precoce è presente costantemente e al variare dei/delle partner
  • Situazionale: l'eiaculazione precoce è presente con un solo partner o solo in determinate circostanze
  • Permanente: l'uomo ha presentato da sempre il problema
  • Acquisito: l'uomo ha sviluppato il disturbo dopo un periodo in cui l'eiaculazione è regolarmente avvenuta in tempi più lunghi

Le principali cause medico-organiche dell'eiaculazione precoce sono le malattie genito-urinarie, come: prostatiti, uretriti, gonorrea, clamidia, sifilide, infezioni da trichomonas e funghi, HIV.

Una volta escluse le cause mediche, queste possono essere le cause di natura psicologica: alti livelli di ansia; problematiche riguardanti il controllo e l’intimità; difficoltà a gestire il rapporto; prime esperienze sessuali caratterizzate da nervosismo e rapidità; stress esterni; scarsa esperienza e bassa frequenza sessuale; maggiore sensibilità del pene e riflesso bulbocavernoso più eccitabile; stress interni; omofobia.

Le strategie d’intervento psicogeno sono: psicoeducazione, terapia comportamentale con l’insegnamento di specifiche tecniche, terapie farmacologiche.

Esprimere la propria vitalità sessuale con armonia nel rapporto di coppia è importante. Precludersi un momento di condivisione e gratificazione personale è una scelta che spesso condanna i rapporti verso situazioni insoddisfacenti e dolorose. Proprio per questo è importante rivolgersi ad uno specialista che sappia indirizzarvi con estrema cura alle soluzioni ottimali.

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