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Disturbi dell'eccitazione

Disturbi dell'eccitazione: se ne parla da sempre e se ne parla ovunque.
In posti di aggregazione come bar e parrucchieri, c'è sempre qualcuno che inizia a raccontare di fantomatici amici affetti da disturbi dell'eccitazione, amici, certo, perché pochi ammetterebbero con sincerità di soffrire in prima persona di disturbi dell'eccitazione. Perché? Cosa c'è di tanto disonorevole nei disturbi dell'eccitazione?

La risposta a questa domanda necessita di una riflessione su quello che il sesso ha sempre rappresentato per la società umana nel corso dei secoli.

Sarebbe superfluo delegare l'attività sessuale ad una becera consuetudine sociale. Il sesso è cosa importante, un modo di comunicare piacere al proprio partner, in un momento di intimità difficile da emulare con altre consuetudini e attività. Comunicare con il corpo, in uno scambio di affetto e piacere davvero intenso, il più intenso probabilmente. Chi non ricorda infatti con grande gioia a quei momenti in cui l'eccitazione e la voglia di un'altra persona hanno la meglio sulla ragione. Eppure proprio il sesso, probabilmente per il suo scopo riproduttivo, assume spesso ruoli più ampi di quelli che in realtà possiede. Se ne accorge soprattutto chi ne è tenuto fuori a causa di malattie che gli impediscono una adeguata fruizione dell'attività sessuale. Non essere in grado di soddisfare il proprio o la propria partner diviene nella maggior parte dei casi un problema tanto grave da decretare al fine del rapporto. Di conseguenza sale la paura di non essere all'altezza, paura in grado di sviluppare altre malattie, soprattutto nella sfera psichica dell'individuo. Una sorta di circolo vizioso che colpisce la stima e la sicurezza che si hanno in se stessi, fenomeno che, a volte, anche in assenza di reali disfunzioni fisiche impedisce il raggiungimento del piacere dovuto.

Si pensi inoltre a quante volte la vita sessuale di un individuo divenga un banco di prova su cui gli altri testano la sua personalità. E' indubbio che un'attività sessuale frequente, magari con partner sempre diverse/i, venga invidiata dai più, probabilmente poco soddisfatti della loro. Si pensi all'Italia del dopoguerra, quando ancora “l'onore” di una donna era indissolubilmente legato alla sua verginità, condannando le ragazze sessualmente attive all'infamante epiteto di “prostituta”. Si pensi ai duelli d'onore che tanti cadaveri hanno lasciato sul “tappeto dell'onore”. L'emancipazione sessuale degli anni '60 ha in questo senso aiutato ad allargare gli orizzonti del pensiero comune rispetto agli anni passati.

nsomma il preambolo è servito per evidenziare l'importanza che il sesso assume nella società, importanza che come abbiamo accennato supera di gran lunga i motivi della sua esistenza: la riproduzione. La pulsione riproduttiva è in grado di sviluppare nell'uomo una serie di forti sentimenti, che lo spingono costantemente verso gli individui dell'altro sesso. Come accade insomma per gli altri animali, che conoscono in modo innato le tecniche per attirare le femmine o i maschi della stessa specie, allo scopo di concludere l'attività riproduttiva. Nell'uomo si aggiungono le dinamiche dei rapporti interpersonali, che possono sfociare in sentimenti come l'innamoramento o nel pensiero ossessivo, che rendono tutto più complicato.

Ma in che modo l'eccitazione sessuale può venire meno? Quali possono essere le possibili cause? Quali sono le sospirate cure?
Innanzitutto proviamo a definire il problema: si parla di disturbo dell'eccitazione sessuale quando in modo continuo non si hanno reazioni di sorta alla stimolazione degli organi sessuali. Questo accade quando l'uomo non sin riesce a raggiungere il giusto livello di erezione adatto alla penetrazione, e nella donna non si presenta la normale lubrificazione della vagina. Dunque nell'uomo non accade quella saturazione del flusso sanguigno nei vasi sanguigni del pene, e nella donna sono le ghiandole mucose a non lubrificare in modo adeguato le pareti della vagina. Alcuni studi condotti negli Stati Uniti d'America, hanno reso noto l'incidenza nella nostra società di disturbi di questo tipo: nella fascia di età compresa tra i diciotto e i sessant'anni, risulterebbe che circa il 16% degli uomini e il 33% delle donne soffre di un disturbo dell'eccitazione.

Cosa può disturbare il normale lavoro degli ormoni che provocano l'eccitazione? Le cause sono molte, e di diversi generi.
Possiamo parlare di problemi fisici e patologie, che impediscono il raggiungimento dell'eccitazione. Si può trattare per esempio di un problema ormonale. L'assunzione di farmaci o di sostanze quali droga, tabacco e alcool, sfavorisce l'attività sessuale.

L'inibizione della normale attività sessuale potrebbe invece nascondersi nelle piaghe della nostra psiche. Lo stress, l'ansia, la paura di non risultare all'altezza del compito, sono tutti fattori in grado di disturbare il livello di eccitazione. Le cause psicologiche sono spesso più frequenti di quelle fisiologiche. Il discorso che facevamo prima circa l'immagine che assume il sesso nella società, è in grado di far crescere questa ansia da prestazione, con conseguenze davvero disastrose.

Il consiglio qualora dovessero insorgere in modo continuativo dei problemi nella sfera sessuale, è quello di rivolgersi innanzitutto al proprio medico di fiducia. Egli sarà in grado di sottoporvi alle dovute analisi per escludere man mano tutti i diversi problemi fisiologici. Una volta escluse le disfunzioni del corpo, si può procedere con un consulto da uno psicologo, per individuare una possibile origine psichica dei nostri problemi sessuali. Egli scandaglierà la mente del paziente, valutando il livello di stress che avvolge il pensiero sessuale. L'eccitazione infatti andrebbe sempre stimolata all'interno della coppia. La complicità è alla base di questa stimolazione. La comunicazione che il sesso rappresenta, potrebbe essere interrotta a causa di una perdita del desiderio verso l'altra persona, un cambiamento nell'attrazione fisica o in quella personale. All'interno delle coppie più durature, i problemi di eccitazione sono maggiori. Questo perché si è da tempo passato il periodo dell'innamoramento, così caratterizzato dai grandi slanci di passione. La maturità del rapporto però sta proprio in questo: riuscire a mantenere una voglia reciproca nonostante l'abitudine quotidiana del “viversi”. E' inevitabile che dopo un certo punto il desiderio sessuale cali: sarà allora compito dei due partner di coinvolgersi con nuovi stimoli, magari seguendo nuove fantasie erotiche. In questo senso tutti i metodi sono buoni.

Spesso capita che un individuo provi pulsioni sessuali verso persone che non siano il proprio partner, con il quale magari ha problemi nell'eccitazione. Questo potrebbe essere un campanello d'allarme, la prova cioè che il disturbo sessuale sia totalmente legato ad una sorta di noia per il partner solito. In casi del genere bisognerà lavorare a fondo sulla questione se si vuole salvare la coppia. Altrimenti forse è solo il preambolo della fine del rapporto.

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